Per anni si sono affrontate da avversarie, dando vita a sfide combattute e ricche di agonismo. Oggi, invece, Giorgia Pegoraro e la Rambla C5 Femminile condividono gli stessi colori e gli stessi obiettivi.

Dopo una lunga esperienza con le Bomberine, Giorgia ha scelto di intraprendere una nuova avventura sportiva proprio con quella Rambla che, in passato, era stata una delle avversarie più ostiche da affrontare, un arrivo importante per il gruppo, accompagnato fin da subito da un riconoscimento significativo: la fascia da capitana.

Con il campionato 2026/27 appena iniziato, tra la sconfitta di misura contro il Sandrigo e la convincente vittoria per 8-0 sul Padova C5, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giorgia per conoscerla meglio e raccogliere le sue prime impressioni su questa nuova esperienza.

Nuova stagione, nuova maglia e subito la fascia da capitana! Come sei arrivata alla Rambla e cosa ti ha convinta a intraprendere questa nuova avventura? Come ti sei trovata con le nuove compagne?

I primi contatti sono avvenuti quest’estate per qualche partitella informale. A mettermi la pulce nell’orecchio è stata Justi, il nostro portiere: insieme a lei e a Spillo mi sono trovata benissimo fin da subito, e devo ammettere che il terzo tempo post-partita ha fatto il resto per conquistarmi! A convincermi definitivamente è stata poi la presenza in panchina di un tecnico per cui nutro un’enorme stima.

Il resto della squadra l’ho conosciuta a settembre ed è scattata immediatamente la sintonia. Siamo un gruppo in gran parte nuovo, ci stiamo ancora scoprendo giorno dopo giorno, ma c’è un’energia fantastica e soprattutto una grandissima voglia di lavorare e fare bene insieme

Per tanti anni hai affrontato la Rambla da avversaria con la maglia delle Bomberine. Le sfide tra le due squadre sono sempre state molto combattute e, per diverse stagioni, la Rambla è stata una vera e propria “bestia nera” per voi. Che ricordi hai di quelle partite e che effetto fa oggi ritrovarti dall’altra parte, con la fascia da capitana al braccio?

I ricordi di quelle sfide sono legati a partite sempre intense, combattute e molto accese. Con le Bomberine abbiamo vinto davvero tanto e ci siamo tolte grandissime soddisfazioni; la Rambla è stata una delle poche squadre capaci di metterci in difficoltà e di strapparci un paio di vittorie, ed è per questo che affrontarle era sempre stimolante e mai banale.

Oggi che il capitolo delle Bomberine si è chiuso, ritrovarmi qui dall’altra parte, fa un certo effetto, ma è un’evoluzione bella del mio percorso. Quel rispetto e quell’agonismo sano che ci sono sempre stati in campo oggi li metto a disposizione della Rambla, pronta a fare la mia parte per la squadra.

Essere capitana di una squadra nella quale sei appena arrivata è sicuramente una bella responsabilità. Come interpreti questo ruolo e cosa pensi di poter trasmettere alle tue compagne, dentro e fuori dal campo?

Avendo già ricoperto questo ruolo in passato, so bene la responsabilità che comporta, ma riceverlo appena arrivata in una nuova squadra è stato un gesto di fiducia bellissimo che ho preso davvero sul serio. Credo che la fascia mi sia stata data per il modo in cui vivo il campo: mettendomi sempre a disposizione del gruppo, non mollando mai su nessun pallone e cercando di sostenere e incoraggiare le mie compagne in ogni momento. È questo l’esempio che spero di trasmettere.

Fuori dal campo, penso che la forza di una squadra nasca proprio dallo stare bene insieme. I terzi tempi e le serate passate alle sagre sono occasioni per ridere, conoscersi davvero e goderci il piacere della compagnia anche al di fuori del contesto sportivo.

Dopo la sconfitta di misura all’esordio contro il Sandrigo, è arrivata una bella reazione con l’8-0 sul campo del Padova C5. Quali segnali positivi hai visto in queste prime due partite e su quali aspetti pensi che la squadra debba ancora lavorare?

L’esordio contro il Sandrigo è stato un test subito importante: parliamo di una squadra che negli ultimi due anni ha vinto praticamente tutto ed è tra le più forti della categoria. Essere riuscite a giocarcela fino all’ultimo, considerando che siamo un gruppo del tutto nuovo con compagne arrivate solo a metà o fine settembre, è stato un segnale fortissimo. Abbiamo dimostrato una grande organizzazione difensiva, grinta e solidità fin da subito. La vittoria per 8-0 contro il Padova C5 è stata poi la naturale conseguenza di questo spirito e una bella conferma del nostro valore.

I segnali positivi sono la tenuta mentale, l’atteggiamento compatto e la voglia di sacrificarsi l’una per l’altra. Ora dobbiamo concentrarci sulla fase di costruzione: con il tempo e il lavoro in settimana affineremo intesa, automatismi e fluidità di gioco, ma le basi su cui costruire sono davvero ottime.

Il campionato è appena iniziato, ma queste prime giornate hanno già dato qualche indicazione. Quali sono, secondo te, le potenzialità di questa Rambla e quali obiettivi ti piacerebbe raggiungere insieme alle tue compagne in questa stagione?

Dopo appena due partite è ancora presto per fare bilanci definitivi. Il girone del Veneto Centro è davvero tosto, pieno di squadre di grande valore e super competitive come il Sandrigo, il Futsal Colceresa o il Limena C5.

Per questo credo che la cosa migliore sia vivere la stagione una partita alla volta, con l’idea di dare sempre il massimo in campo e senza mai intimorirci di fronte ad avversari forti. Le potenzialità per fare bene ci sono tutte: l’obiettivo è lavorare sodo per crescere e puntare a stabilirci nella parte alta della classifica.

Non ci resta che fare alla neo capitana il nostro in bocca al lupo per questa stagione con la Rambla c5!

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