Questa settimana si racconta il prologo di un’avventura che ancora non ha espresso l’orientamento dell’epilogo.
Potremmo essere oggi in uno studio di vulcanologia o in un centro studi sismici per valutare le scosse, perchè, a mio modestissimo avviso, il personaggio di oggi non ha ancora espresso totalmente l’energia che è in grado di sprigionare con il piede davanti alla pedana.
Quindici anni fa inizia, come quasi tutti, a lanciare frecce per gioco. Si trova a Bannia di Fiume veneto in provincia di Pordenone alla birreria Mondial e con il team Dart Angel scala la classifica dalla C alla A prima che finisse la schiuma nel boccale.
È nato a Pordenone e ha 32 anni
Francesco Daros ha tante presenze come quasi tanti piazzamenti, ha “straccato” molte pedane.
Nel 2008,terzo in una tappa dell’Edu a Praga.
San Giovanni di Casarsa,2009, i Regent Dart Club lo schierano in formazione e vincono il titolo italiano a squadre.
Nel 2010,i suoi passi nel Martins Dart Club al Pasha di Arzano Decimo, diventano da gigante dopo aver avuto la possibilità di giocare con Pox L.P.) capitano della Nazionale, reputato da tutti uno dei migliori giocatori quantomeno del panorama italiano.
Tante prestazioni molto promettenti fanno pensare di essere di fronte ad uno “forte”.
Ma come a volte accade la vita ti cambia il panorama e un trasferimento in quel di Padova e la nascita di una creatura chiudono per nove anni le frecce di Francesco in un astuccio.
Bull al buio.
2019 e 2020,Rambla Steel, Hooga Booga.
Casotto e Passadore riaccendono il vulcano dormiente.
Nove, nove anni dopo Francesco rimonta le alette e riaccende la luce sul bersaglio.
Ripeto, nove anni dopo in un periodo particolare, il lock down nazionale pone il friulano davanti al “cerchiolino rosso” (Giordano docet) sei ore al giorno.
Partecipa a tornei, anche molto importanti da casa e on line.
Gioca contro Adam Smith Neale a 98 di average, mostra un 170 in chiusura contro Stephen Burton, la migliore del Grande Slam A180.
Ha avuto le carte in regola per partecipare alla Q-school a gennaio ma non se l’è sentita e come i vulcani spesso fanno, lascia il pubblico sospeso ad aspettare le scintille che creano spettacolo.
Francesco ha dimostrato di poter essere un terremoto internazionale, ma come sempre accade, per ogni impresa di successo è necessario prendere una decisione coraggiosa.
Siamo davanti al sismografo.
Ti aspettiamo Francesco.

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#4fotounaesperienza Francesco Daros